Qualche giorno fa su Internazionale è uscito un articolo dal titolo “Perché le donne non parlano di soldi”.
La mia prima reazione è stata, prima un sorriso di soddisfazione, e poi l’esclamazione“ eh no, nella community della quale faccio parte “il Club delle Donne che parlano di soldi” se ne parla, eccome!
L’articolo in esame pone alla luce un tema assai importante e cioè quello relativo ai percorsi di educazione finanziaria nelle scuole.
Pensiamoci: nel 2024, ben 76 anno dopo l’emanazione della Costituzione, si è resa necessaria una legge ad hoc per portare questo tema nell’alveo della legittimità giuridica anche per il genere femminile e grazie a questa è entrata nelle scuole come parte integrante delle programmazioni.
L’articolo, tra i diversi temi che tratta in modo puntuale, sottolinea l’esistenza di un divario di genere: le ragazze, a partire dai quindici anni, tendono a discutere investimenti meno dei loro coetanei maschi, una tendenza che può portare a svantaggiose abitudini finanziarie nel lungo periodo. Nonostante ciò, i corsi sono percepiti come utili per imparare a gestire i soldi in modo pratico e consapevole.
Tutto corretto e funzionale. Ma se ci fermiamo qui, sul piano descrittivo, rischiamo di mancare il punto più interessante: sicuramente il silenzio sul tema è un problema, ma, oggi più che mai, è necessaria una profonda riflessione circa la funzione che quel silenzio svolge dentro il sistema.
Quando una ragazza dice “non parlo di soldi”, raramente sta dicendo “non so fare i conti”. Molto spesso sta dicendo, talvolta senza saperlo, qualcosa di molto più complesso: “non so che posto occupo quando il discorso diventa economico”, “non so se posso permettermi di lavorare sulle mie personali finanze senza dovermi giustificare”, non so se parlare di denaro mi renderà meno accettabile, meno relazionale, o addirittura meno femminile”.
Il denaro, prima ancora di essere uno strumento, è un marcatore di posizione e parlarne significa esporsi, mentre tacere significa restare in un’area di sicurezza relazionale.
Questo vale soprattutto per le donne, perché storicamente il loro valore è stato misurato non sull’investimento delle risorse, ma sulla gestione delle relazioni.
Nell’articolo si raccontano corsi, progetti, summer camp e programmi scolastici; ciò è un segnale davvero importante: il tema è entrato finalmente nello spazio pubblico.
Ora, serve una distinzione netta che raramente viene fatta.
Esiste un’educazione finanziaria adattiva, che insegna a non sbagliare, a contenere e a gestire bene ciò che c’è, e esiste una educazione finanziaria trasformativa, che lavora su desiderio, potere decisionale e autorizzazione interna.
La prima riduce il rischio mentre la seconda cambia la postura.
Molti programmi di formazione, anche ben intenzionati, restano nel primo livello. Offrono strumenti, ma non toccano il nodo più delicato: la relazione simbolica che le donne hanno con il denaro.
Una ragazza che impara a “mettere da parte” senza interrogarsi su “per chi e per cosa” lo fa, sta semplicemente interiorizzando un altro compito, sta diventando efficiente ma non necessariamente libera.
Parlare di denaro, invece, diventa trasformativo solo quando apre domande come: che tipo di vita sto finanziando? Di quali scelte mi rendo responsabile? Dove ho delegato troppo, e perché?
A questo punto, il discorso smette di essere economico e diventa esistenziale, ed è esattamente questo il punto in cui molte donne si fermano, forse per eccesso di consapevolezza implicita perchè sanno, magari ancora senza dirlo, che il denaro non è solo denaro.
È qui che “Soldi in mente”, la rubrica del “Club delle Donne che parlano di soldi”, si colloca in modo radicalmente diverso perché non è pensato in risposta al “gap” di competenze, bensì come spazio in cui il denaro viene riportato al suo statuto reale: un linguaggio foriero di scelta.
In questo spazio si impara a pensare il denaro senza dissociarsi, senza relegarsi al ruolo tradizionale femminile e senza rifugiarsi nel “non è importante”.
Che sia chiaro: il punto non è insegnare alle donne a essere più simili agli uomini nel modo di parlare di finanza. Qui la questione è legittimare un modo femminile, complesso e incarnato di stare nel denaro, che non separi razionalità e relazione. Quando una donna inizia a parlare di soldi, cambia il sistema: questo è l’effetto meno visibile, ma il più potente. Una donna che parla di denaro: ridefinisce i confini, modifica le alleanze, e introduce nuove asimmetrie che inevitabilmente portano un’interferenza nel sistema in cui lo fa; se l’interferenza è adeguata anche il sistema, inglobandola, si modifica verso un nuovo equilibrio.
Per questo il silenzio è stato così a lungo funzionale, perché ha permesso l’immutabilità di un sistema consolidato che ha funzionato per secoli. Pertanto, quando il silenzio si rompe, non è mai un gesto neutro.
Soldi in mente nasce esattamente in questo punto di frizione per favorire l’abitare consapevole nel passaggio. Parlare di soldi non è l’obiettivo ma diventa la conseguenza.
La vera domanda, dunque, non è “perché le donne non parlano di soldi”, ma piuttosto: che tipo di donna divento quando smetto di stare in silenzio sull’argomento? Rispondere a questa domanda significa varcare insieme una soglia.
Ci sono pensieri che abitano le nostre giornate senza mai affacciarsi alla luce della coscienza, eppure decidono per noi.
Pensieri che sembrano neutri, sensati, perfino rassicuranti.
E invece sono convinzioni, invisibili, mimetizzate tra i doveri e le priorità, intrecciate alle aspettative silenziose che portiamo sulle spalle fin da bambine.
Sono quelle che ci fanno iniziare a pianificare, ma mai davvero scegliere: “Non sono brava con i numeri”, “Se risparmio, poi mi manca qualcosa”; “Tanto, alla fine, le cose si sistemano sempre”, “Non sono fatta per i piani a lungo termine”?
Queste frasi, apparentemente innocue, sono micro-manifestazioni di un sistema di credenze radicato. Sono il linguaggio delle convinzioni invisibili: non ci urlano contro, non ci impediscono di muoverci apertamente, ma lavorano come un vento contrario che, giorno dopo giorno, spinge la barca fuori rotta senza che ce ne accorgiamo.
Il problema non è solo il contenuto delle convinzioni, ma il fatto che non sappiamo nemmeno che ci sono.
Così, ci sembra di rimandare per colpa della stanchezza o delle troppe cose da fare, quando invece, in sottofondo, si muove un pensiero antico: “Non sei capace di farlo davvero”. Oppure: “Se fai un piano e poi fallisce, sarà colpa tua”, ad altre ancora.
La prima buona notizia è che non sei sola.
La seconda buona notizia è che puoi fare qualcosa. Puoi prendere in mano la situazione non attraverso un’autoanalisi infinita, non con l’ennesimo viaggio interiore, bensì con un gesto concreto, attivo, strutturato.
Perché noi non siamo solo le nostre emozioni: siamo anche le azioni che scegliamo di ripetere e siamo ciò che scegliamo di diventare
In questi casi, uno degli strumenti forse non immediatamente correlabile a un lavoro sulle convinzioni, ma potentissima è l’analisi SWOT.
No, non è solo per le aziende. È una lente razionale ma delicata, che ci aiuta a vedere anche quello che non vogliamo ammettere, senza giudicarci.
Punti di Forza: Cosa sai già fare bene nella gestione delle tue finanze?
Punti di Debolezza: Quali comportamenti ripeti e ti fanno perdere energie, tempo o denaro?
Opportunità: Quali risorse hai già e non stai usando davvero?
Minacce: Quali eventi, convinzioni, abitudini ti remano contro quando vuoi iniziare a pianificare?
Una volta messa nero su bianco questa fotografia, le convinzioni iniziano a emergere: “non posso permettermelo”, “non sono affidabile”, “sono sempre troppo emotiva” eccetera, ma in realtà sono solo dati da integrare, punti ciechi che si trasformano in punti di partenza.
Esercizio: fai parlare le tue convinzioni
Prendi un foglio e scrivi una lettera. Non a te stessa, ma alle tue convinzioni. Comincia così:
“Cara convinzione, so che mi stai proteggendo da qualcosa, ma adesso voglio capire cosa. Quando mi impedisci di fare un piano, quando mi spingi a rimandare, quando mi fai sentire piccola o non abbastanza…che cosa temi davvero?”
Lasciale parlare, non correggerle, non giustificarle, solo ascoltale.
Ti stupirà la forza gentile con cui, semplicemente, riconoscendole, si ammorbidiscono.
E ora?
Ora che hai messo a fuoco il vero ostacolo, puoi scegliere il prossimo passo. E se ti sembra troppo, non importa. Ci penserai.
Magari domani, magari il mese prossimo. Ma questa volta, sarà una decisione.
C’è uno studio della Mental Health Foundation che mette nero su bianco una cosa che probabilmente già sai: la preoccupazione per i soldi può arrivare a livelli paralizzanti.
E se ci aggiungi tutto il resto che hai già in testa – il lavoro, la famiglia, i genitori che invecchiano, i figli che crescono, le decisioni da prendere – capisci bene che l’ultima cosa di cui hai bisogno è un’altra fonte di ansia.
Eppure l’argomento soldi è esattamente questo per molte donne: una fonte di stress costante.
Ecco perché quello che ti serve davvero è una vita finanziaria semplificata. Non complicata da mille conti, mille carte, mille cose da ricordare.
Ti propongo dieci passi concreti per eliminare il caos finanziario e togliere almeno questo dall’elenco delle cose che potrebbero turbare il tuo sonno.
1. RENDI AUTOMATICI I TUOI PAGAMENTI
Se ti ritrovi a pagare le bollette all’ultimo giorno possibile – o peggio, in ritardo con tanto di multa – questo è per te.
Ogni scadenza che devi ricordare è come un programma del computer che rimane sempre aperto in background: consuma energia. E il tuo cervello funziona allo stesso modo: quella bolletta da pagare, quel conto in sospeso, continuano a occupare spazio mentale anche quando non ci pensi attivamente.
La soluzione? Automatizza tutto quello che puoi: bollette, utenze, abbonamenti. Imposta l’addebito automatico sul conto corrente.
Attenzione: automatico non significa “dimentica per sempre”. Pianifica controlli periodici (una volta al mese va bene) per verificare che non ci siano addebiti errati o anomalie.
E controlla se la tua banca ti fa pagare questo servizio. Alcune sì, altre no. Vale la pena scegliere quella giusta.
🔑 CHIAVE: Questo è il primo passo verso la CHIAREZZA – vedere cosa succede senza doverti ricordare tutto.
2. ELIMINA QUANTA PIÙ CARTA POSSIBILE
Il disordine fisico crea stress mentale. È comprovato.
E tutta quella carta che ti arriva – bollette, estratti conto, comunicazioni bancarie – porta un doppio danno:
A. Spreco enorme (e se preserviamo l’ambiente per i nostri figli, è tutto di guadagnato)
B . Accumulo fisico in quelle superfici maledette di casa che sembrano calamite per la confusione
Il risultato: carte che soffocano sotto altre carte, bollette che finiscono nell’oblio del “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. E tu che corri all’ultimo momento per pagare qualcosa che non vedevi da settimane.
Per di più, nella maggior parte dei casi l’invio cartaceo ti costa.
La soluzione? Converti tutto in digitale.
Entra nei siti o nelle app delle tue banche, fornitori, servizi e cambia le modalità di invio. Ci vogliono pochi minuti (la parte più lunga è cercare la password, se non sei abituata a usare queste app). Prendila come una buona scusa per prendere in mano questi strumenti. Ti aiutano a tenere tutto sotto controllo.
3. CHIUDI I CONTI E I PROFILI VECCHI CHE NON USI
A meno che tu non sia un’azienda, non ti servono dieci conti correnti.
Eppure quanti ne hai aperti negli anni? Quel conto che hai fatto per una promozione e poi hai lasciato lì. Quella carta prepagata che non usi da anni. Quel profilo che tieni “tanto non costa niente tenerlo aperto”.
Ogni conto, anche se inattivo, consuma energia: richiede monitoraggio, genera mail inutili, crea rumore.
Decidi oggi di chiudere tutto quello che è lì solo per inerzia. Ogni variabile aperta consuma. Se non consuma soldi, consuma attenzione. E tu l’attenzione la vuoi per altro.
4. SPENDI CONSAPEVOLMENTE (USA CONTANTI O BANCOMAT)
Spendere sulla scia dell’emotività è un’arma a doppio taglio. Conosci quella scarica di adrenalina quando arriva il pacco Amazon? Quel momento di euforia che dura dieci minuti?
E poi però passa. E ti ritrovi con spese fuori controllo e l’ansia da estratto conto: quella sensazione sgradevole in cui non hai il coraggio nemmeno di guardare quanto hai speso. Carte di credito e prepagate rendono troppo facile spendere senza sentire il peso reale del denaro che esce.
La soluzione? Un po’ di dieta finanziaria.
Non sciopero della fame, attenzione. Compra pure quella cosa. Ma fallo con metodo.
Usa i contanti o il bancomat per le spese quotidiane. Senti fisicamente i soldi che escono. Ti accorgi prima quando stai esagerando.
E se vuoi strumenti per controllare le spese e risparmiare senza sentirti in gabbia, questa è esattamente la Chiave #4: DENARO CONSAPEVOLE.
5. TIENI TUTTI I TUOI DATI FINANZIARI IN UN UNICO POSTO
Avere informazioni sparse in mille posti diversi fa perdere tempo. E fa perdere la visione d’insieme.
Ci sono app che centralizzano tutto. Ma a forza di avere un’app per ogni cosa, rischiamo di complicarci la vita più che semplificarla.
Il mio consiglio? Un foglio Excel o Google Sheet. Sì, lo so, sembra vintage. Ma funziona.
Un file dove hai:
Lista conti correnti + saldi
Lista investimenti + valore aggiornato
Lista debiti + rate residue
Spese fisse mensili
Obiettivi finanziari
Aggiornalo una volta al mese. Ti bastano 15 minuti. E hai sempre sotto controllo dove sei, dove stai andando, cosa ti manca.
Questo è il cuore della Chiave #1: CHIAREZZA.
6. CONTROLLA TUTTI GLI ABBONAMENTI E ELIMINA QUELLI INUTILI
Quando fai la somma di tutto questo e capisci quanto ti costano all’anno, rischi una sorpresa molto amara.
La sfida: fai la lista di TUTTI gli abbonamenti che hai. Poi chiediti per ciascuno: “Lo uso davvero? Mi serve davvero? O lo pago per inerzia?” Cerca sostituti a costo minore. O elimina del tutto quelli superflui.
Parola d’ordine: semplifica.
7. ESTINGUI I DEBITI CON INTERESSI ALTI
I debiti con interessi alti sono catene.Ti costano tantissimo. Ti vincolano sotto molteplici punti di vista. Ti complicano la vita finanziaria. E noi siamo qui per semplificarla.
Se li hai contratti per una vera necessità – un’emergenza imprevista per cui non eri pronta – capita. Non giudicarti. Ma metti come priorità urgente di estinguerli quanto prima.
Concentrati su questo. Fissati uno o massimo due obiettivi finanziari alla volta. Perché fissarne troppi insieme ti travolge e rischi di demotivarti.
Uno alla volta. Con metodo.
Questa è la Chiave #7: CAMBIO ROTTA.
Cambiare ha un costo. Ma restare dove non vuoi stare ne ha uno molto più alto.
8. TIENI LA LIQUIDITÀ D’EMERGENZA FUORI PORTATA
Per ogni donna che supporto verifico se già dispone di una cassa per le emergenze e, se non c’è, quella diventa la nostra priorità. Così non ci si trova nel panico totale se capita un evento inaspettato: le gomme da cambiare, una seduta d’emergenza dal dentista, un elettrodomestico che si rompe.
La cifra? Minimo due/tre mesi di stipendio messi da parte.
Ma attenzione: se tieni questa cassa emergenze nel conto corrente, è a forte rischio di essere spesa per cose che non sono vere emergenze.
La soluzione? Spostala in un conto deposito (che non costa niente) o in soluzioni simili. Non deve essere a portata facile di bancomat. Né sotto forma di contanti in un cassetto. La cassa emergenza va dimenticata nel quotidiano. Si tocca solo per le vere emergenze.
E per le emergenze grandi? Quelle si proteggono con le assicurazioni. Ma è un altro discorso (fondamentale e che riprenderemo).
9. AUTOMATIZZA I TUOI RISPARMI
Se non sei abituata a risparmiare, è importante mettere in piedi una forma di disciplina che non dipenda dalla tua forza di volontà. O dalla tua memoria.
Il metodo più semplice? Bonifico automatico.
Fissi un trasferimento automatico dal tuo conto corrente al tuo “contenitore risparmi” (può essere un conto deposito o un piano di accumulo concordato con la tua consulente finanziaria).
Quando? Il giorno dopo – o un paio di giorni dopo – aver ricevuto lo stipendio. Così la somma che hai stabilito viene messa da parte senza che tu debba pensarci.
Proseguirai con la tua vita, ottimizzando quello che resta nel conto. Ma avrai messo al sicuro un risparmio costante. E questo apre le porte verso l’indipendenza finanziaria.
Questo è potere. Questo è Chiave #2: TEMPO. Perché stai proteggendo il tuo futuro senza rubare tempo al presente.
10. AUTOMATIZZA I TUOI INVESTIMENTI
Dopo i risparmi, anche gli investimenti.
Come esseri umani siamo emotivi. Non siamo sempre efficienti. In condizioni di stress, confusione o instabilità siamo molto lontani dall’essere efficienti. E va bene. È umano.
Ma possiamo usare strumenti che sono efficienti al posto nostro.
Io applico sempre questo metodo con le donne che supporto: apriamo piani di accumulo per investimenti mensili con obiettivi concordati. Ogni piano ha un’etichetta. Uno scopo.
Ad esempio:
Integrazione pensione futura
Università dei figli
Progetto personale XYZ a lungo termine
Il piano versa in automatico nei fondi prescelti una cifra mensile che abbiamo fissato insieme (varia da persona a persona: 100, 200, 500, 1000 euro… dipende dalle possibilità e dalla volontà).
E questo avviene in automatico ogni mese. Senza che tu debba ricordartene. Senza che tu debba decidere ogni volta. Si decide solo all’inizio e poi ci si occupa d’altro.
Questo semplifica enormemente la vita.
Non richiede memoria, energia, emotività. Te ne dimentichi. È una cosa in meno a cui pensare, di cui preoccuparti. Anzi, toglie del tutto la preoccupazione perché stai facendo crescere il tuo patrimonio nel tempo.
E di questo abbiamo tutte bisogno.
Questa è la Chiave #3: FIDUCIA. Investire con criterio oggi è meglio che aspettare la certezza assoluta domani (che non arriverà mai).
CONCLUSIONE: LEGGEREZZA È POSSIBILE
Questi sono i dieci passi che ti suggerisco per semplificare una volta per tutte la gestione delle tue finanze.
Sono fattibili. Portano un sollievo immediato da preoccupazioni e stress. E chiedono una manutenzione snella.
Ti garantisco che ti fanno sentire molto più leggera. E sì, parlo di leggerezza.
È possibile sentirsi più leggere, in controllo delle proprie cose, anche in mezzo al caos della vita quotidiana.
Dipende dalle scelte che decidi di fare adesso.
🔑 QUAL È LA TUA CHIAVE?
Se quello che hai letto risuona, ti invito a fare un passo in più: scopri quale delle 8 Chiavi dell’indipendenza finanziaria è quella che ti serve di più in questo momento.
E se vuoi uno spazio dove parlare di soldi senza vergogna, senza giudizio, con altre donne che stanno costruendo la loro libertà economica:
Cosa accadrebbe se avessi il pieno controllo della tua vita, delle tue scelte e delle tue finanze?
“SOLDI IN MENTE” è più di un percorso di crescita personale: è un viaggio trasformativo pensato per donne che vogliono conquistare autonomia, sicurezza e libertà, senza più sentirsi in balia degli eventi o dipendenti da qualcun altro.
Per chi è questo percorso?
Parliamo a te, donna che lavori, che sei imprenditrice, manager, libera professionista, autonoma o altro. Sai cosa significa prendere decisioni difficili, affrontare il giudizio degli altri e combattere ogni giorno per farti valere in un mondo che sembra non ascoltarti abbastanza. Sei colta, preparata, determinata, ma spesso senti di dover fare tutto da sola e di non avere abbastanza tempo per te stessa.
Magari ti trovi in uno di questi momenti:
stai vivendo un cambiamento che ti ha messo di fronte alla necessità di ricostruire una parte della tua vita
vuoi semplicemente migliorare alcune aree della tua vita
guardi al futuro con preoccupazione e senti il bisogno di proteggere te stessa e i tuoi figli
vuoi finalmente prendere il controllo della tua vita finanziaria e smettere di pensare “non ci capisco niente di soldi”
ti senti frustrata dal fatto che gli uomini ottengano riconoscimenti con meno sforzo
hai la sensazione di vivere una corsa continua tra lavoro, famiglia e responsabilità, senza mai tempo per te
vuoi vivere con maggiore leggerezza perché le cose sono sotto il tuo controllo e pianificazione
Perché è diverso da tutti gli altri percorsi?
Sappiamo che la crescita personale non basta. Il pensiero positivo è importante, ma se non si traduce in azioni concrete, resta solo un’illusione. Ecco perché “SOLDI IN MENTE” unisce crescita personale e indipendenza finanziaria, con un approccio pragmatico e strutturato.
Con noi, imparerai a: – sviluppare una mentalità di abbondanza, eliminando blocchi e paure legati al denaro – costruire sicurezza economica con strategie pratiche e realizzabili – rafforzare la tua assertività e imparare a dire no senza sensi di colpa – delegare e organizzare la tua vita per smettere di sentirti schiacciata dalle responsabilità – creare un piano finanziario che ti permetta di vivere come vuoi davvero
Virginia Busato ed io uniamo esperienza, metodo e passione per guidarti in questo percorso. Conosciamo il valore dell’indipendenza e sappiamo cosa significa sentirsi stanche, bloccate, insicure o sotto pressione, ma sappiamo anche che c’è un modo per cambiare tutto e vogliamo condividerlo con te.
“SOLDI IN MENTE” è il percorso che ti permette di scegliere per te stessa, senza più paura.